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 IL 5G E' PERICOLOSO PER LA SALUTE?

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MessaggioTitolo: IL 5G E' PERICOLOSO PER LA SALUTE?   IL 5G E' PERICOLOSO PER LA SALUTE? EmptyGio Feb 13, 2020 10:23 pm

Molti condomini GIUSTAMENTE si sono chiesti e si chiedono se, al di là dei vantaggi, l’installazione dell’impianto comporti anche alcuni inconvenienti, soprattutto relativi alla SALUTE di chi abita nello stabile.

Dal punto di vista sanitario la società proponente fornisce ampie rassicurazioni.
Le ha fornite attraverso il tecnico che è intervenuto durante l’assemblea di dicembre e che ha risposto ai dubbi e alle domande dei presenti.

Nell’assemblea del 19 febbraio sarà presente un altro esperto, un condomino e pertanto sicuramente interessato agli aspetti sanitari e di sicurezza dell'impianto da installlare, che risponderà a tutte le possibili domande e dubbi.

La stessa proposta fatta dalla società al condominio prevede che “dal punto di vista sanitario, relativamente alle emissioni elettromagnetiche, le soluzioni tecnologiche adottate sono studiate nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Resta comunque inteso che il progetto sarà sottoposto al dipartimento territoriale dell’A.R.P.A. competente, qualora ritenessero opportuno esprimere il parere di propria competenza".

Il contratto da stipulare prevede inoltre espressamente come condizione essenziale “il rilascio da parte delle Competenti Autorità Amministrative entro 12 (dodici) mesi dalla data di sottoscrizione del presente Contratto, le necessarie autorizzazioni che legittimano l’installazione delle apparecchiature ed il loro utilizzo per la fornitura del servizio di telefonia mobile cellulare”.

Poiché tuttavia il tema della salute è decisamente importante, alcuni condomini, al di là delle rassicurazioni della società installatrice, hanno cercato di approfondire nella maniera più obiettiva e scientifica possibile l’argomento.

Riportiamo una sintesi di quanto è emerso, lasciando a ciascuno la possibilità di approfondire fornendo gli indirizzi dei siti istituzionali che sono stati consultati.




Innanzitutto alcuni cenni riguardanti la nuova tecnologia di telecomunicazioni 5G ed eventuali rischi per la salute per come sono stati prospettati da alcuni tra i più importanti enti nazionali e internazionali (ISTITUTO SUPERIORE DI SANITA’, ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELLA SANITA’, AGENZIA INTERNAZIONALE PER LA RICERCA SUL CANCRO, ECC):

Per come è strutturata, tale tecnologia prevede più antenne ma con potenze di emissione più basse, con celle di coperture più piccole di quelle attuali e con conseguente diminuzione delle potenze di emissione necessarie per fornire i servizi.

Ad un numero maggiore di antenne in realtà corrisponde una minore esposizione ai campi elettromagnetici perché è possibile utilizzare potenze più basse. Non conta il numero di antenne, ma l’intensità del campo nelle immediate vicinanze dell’impianto.

Alessandro Polichetti, del Centro Nazionale per la Protezione dalle Radiazioni e Fisica Computazionale, Istituto Superiore di Sanità, nel suo intervento alla Camera dei Deputati lo scorso febbraio 2019: “Le dimensioni più piccole delle celle rispetto a quelle attualmente utilizzate per la telefonia cellulare comporteranno delle potenze di emissione più basse di quelle attuali, con una distribuzione dei livelli di esposizione più uniforme e con picchi di emissione più bassi nelle zone in prossimità delle antenne rispetto a quanto avviene attualmente.”


L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già studiato gli effetti dei campi elettromagnetici anche per le frequenze utilizzate dal 5G.
Le frequenze del 5G saranno in gran parte quelle che servono per il digitale terrestre – quelle con cui vedete la tv ad esempio – e anche quelle utilizzate per portare internet a casa vostra mediante connessione wireless. Sono frequenze già conosciute e che fanno parte della nostra quotidianità da tempo.

L’esposizione umana è in minima parte dovuta ai trasmettitori degli oggetti o delle stazioni base, e determinata soprattutto dall’uso dei terminali utente vicino al corpo umano, come nel caso del telefono all’orecchio o davanti al viso.

Il campo prodotto cala esponenzialmente (con esponente 2 o più) con la distanza, quindi già a 1-2 metri è trascurabile rispetto al campo vicino.

Di conseguenza il livello di esposizione è soprattutto determinato dall’uso ravvicinato dei terminali personali e dalla potenza degli stessi (che nei futuri sistemi diminuirà), non tanto dalla presenza di emettitori nell’ambiente come le antenne.

Ciò non toglie che si dovrà continuare a monitorare il livello di campo negli ambienti abitati, per evidenziare eventuali situazioni che superino i limiti di legge, come è stato fatto finora grazie al lavoro delle agenzie ARPA regionali.
In realtà, come gli esperti hanno unanimemente confermato in audizione, ciò su cui occorre prestare attenzione sono i dispostivi: su questo va fatta una campagna informativa per spingere le persone ad un uso responsabile dello smartphone, usando sempre gli auricolari ed evitando di tenerlo perennemente a contatto con il corpo e, in particolare, con la testa.

Dunque, nessun pericolo dal 5G: questo dice la scienza.



L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, in sigla IARC, è un organismo internazionale che conduce e coordina la ricerca sulle cause del cancro e sui meccanismi della carcinogenesi ed è parte dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS), delle Nazioni Unite.

Secondo la classificazione dello IARC le esposizioni al 5G sono meno pericolose di bevande calde come il caffè e il , cibi come la carne rossa, materiali come il bitume, mestieri come il barbiere e il parrucchiere, chi fa turni di lavoro che interrompono il ritmo circadiano, i caminetti di casa che bruciano legno e pellet, e altrettanto il semplice friggere qualcosa rientrano nella categorizzazione dello IARC con pericolosità superiore alle esposizioni al 5G.




LA NORMATIVA ITALIANA E I CONTROLLI

I LIMITI SECONDO LA NORMATIVA ITALIANA


La protezione della popolazione dall’esposizione ai campi elettromagnetici è regolata sia da norme europee che nazionali.
I valori limite adottati dall’Italia sono fra i più restrittivi in Europa.
L’esposizione ai campi elettromagnetici è stabilita dalla legge e nel caso dell’Italia possiamo stare tranquilli perché i valori fissati sono tra i più bassi al mondo.
La normativa italiana adotta limiti molto più stringenti rispetto a quelli internazionali che già, come detto, adottano ampi margini precauzionali.
Rispetto alla grandezza rilevante per l’effetto sull’uomo denominato Specific Absorption Rate (SAR) la normativa italiana stabilisce un limite a 6 volt/metro che è 100 volte più basso di quello internazionale e quindi 5000 volte più basso della soglia di pericolosità rilevata dal ICNIRP e ampiamente al di sotto della media europea che è tra i 41 e i 51 volt m, dunque dalle 7 alle 10 volte superiori.


CHI FA I CONTROLLI?

I controlli sugli impianti che emettono onde elettromagnetiche come le stazioni radio base dei cellulari sono effettuati dalle ARPA regionali che mantengono dei registri di tutti gli impianti installati dagli operatori con tutti i parametri di progetto su cui vengono poi effettuate delle misure di controllo periodiche.

Il codice delle comunicazioni stabilisce che i Comuni autorizzano gli impianti previo parere preventivo delle Agenzie per la protezione dell’ambiente, che valutano le caratteristiche emissive degli impianti, l’orografia del territorio e la posizione dei recettori, per verificare il rispetto dei valori di riferimento normativi.

Il programma di simulazione calcola il campo elettrico sulle facciate e le coperture (tetti o terrazze e lastrici solari) di tutti gli edifici; se da questa valutazione emerge un superamento dei limiti di legge la realizzazione della stazione non è autorizzabile.

La valutazione dell’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici è dunque una delle competenze delle Agenzie regionali e delle Province autonome, che svolgono attività inerenti al rilascio delle autorizzazioni e alle verifiche dei livelli di emissione.

In particolare, le agenzie verificano già in fase progettuale il rispetto dei livelli di campo elettromagnetico, confrontando i valori dichiarati dai gestori degli impianti con i limiti di legge stabiliti a livello nazionale, per poi effettuare i relativi monitoraggi strumentali una volta che gli impianti stessi siano messi in esercizio.

Verificano sempre che i progetti dei nuovi impianti, o di modifica di quelli esistenti, siano compatibili con i limiti normativi, garantendo il supporto agli enti locali per le attività di autorizzazione e controllo delle sorgenti di campi elettromagnetici.

Tutte le informazioni derivanti da valutazioni preventive, rilievi strumentali e monitoraggio in continuo si integrano nel catasto regionale.

Le procedure di autorizzazione per l´installazione o la modifica di impianti di telecomunicazione rimangono uguali a quelle attualmente previste dalla normativa vigente: anche le emissioni delle nuove antenne 5G devono essere conformi ai valori limite e ai valori di riferimento del campo elettromagnetico definiti dalla normativa per la protezione della popolazione dalle esposizioni ai campi elettromagnetici.

Gli interventi di controllo e vigilanza consistono nello svolgimento di sopralluoghi conoscitivi e nell’effettuazione di rilievi strumentali di campo elettromagnetico, al fine di verificare il rispetto dei valori di riferimento normativo (limiti di esposizione, valori di attenzione ed obiettivi di qualità) previsti dalla normativa nazionale vigente.

TENENDO CONTO DEI LIMITI MOLTO RESTRITTIVI PREVISTI DALLA NORMATIVA ITALIANA E DELLO SCRUPOLOSO CONTROLLO DA PARTE DELLE ARPA REGIONALI SIA IN FASE DI AUTORIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI SIA IN FASE DI MONITORAGGIO QUANDO SONO FUNZIONE, SI PUO' CONCLUDERE CHE LA SALUTE DEL CITTADINO, ALMENO IN ITALIA, SIA ADEGUATAMENTE TUTELATA.
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